Skip to content

VERSO ALLODOLA SCARICA


    Ascolta il Allodola su slutwalk-leipzig.info, che è una raccolta esaustiva di richiami di uccelli Italiani. Funziona anche sul tuo cellulare! CANTI UCCELLI E UNGULATI. (Per salvarli clicca tasto destro dal menu salva col nome). allodola · allodola 2 · allodola 3 · allodola 4 · allodola. verso una collina alle sue spalle, dove gli uomini rossi manifestarono subito la loro numerosa quanto pericolosa presenza. Una scarica di piombo proveniente. Vedi ALloDoLA. - JovA: è un uccello dell'Africa, di color bruno, grosso quanto un'​Allodola, e che si scarica solitamente delle sue uova sulle strade maestre. Canto allodola mp3. I canti mp3 ti verranno inviati al tuo indirizzo mail appena completato il pagamento. Ascolta e scarica canti uccelli allodola in mp3.

    Nome: verso allodola
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: Android. iOS. MacOS. Windows XP/7/10.
    Licenza:Solo per uso personale (acquista più tardi!)
    Dimensione del file:28.84 MB

    Rimigliano - Litorale Rimigliano - Veduta complessiva del parco, da San Vincenzo alla Torraccia Il primo provvedimento istitutivo del parco risale al maggio Con un accordo fra i cinque comuni sopra ricordati, il Parco di Rimigliano venne urbanisticamente destinato a parco territoriale attrezzato e ne venne decisa la gestione come parco protetto.

    Il vincolo ambientale di inedificabilità assoluta, posto fin dai primi anni Settanta e la circostanza che il territorio del parco fosse quasi tutto di proprietà privata Della Gherardesca , ha consentito che questi sei chilometri di costa sabbiosa, con i duecento metri di bosco retrostante, rimanessero sostanzialmente intatti, allo stato naturale.

    Negli ultimi anni il comune ha acquistato anche la proprietà formale di quasi tutto il parco, con la sola eccezione della villa dei Cavalleggeri e di alcuni terreni circostanti. L'attuale perimetrazione del parco costiero risale ai primi anni dell'Ottocento durante il dominio francese. Fauna[ modifica modifica wikitesto ] La presenza degli animali è sempre stata assai problematica a causa dell'intensa frequentazione umana del parco durante i mesi estivi. Ultimamente si è diradata anche nel periodo invernale a causa della ripulitura del bosco effettuata nella fascia parallela alla strada, che ha reso circa metà del parco privo di ripari idonei agli animali e permeabile ai rumori ed ai movimenti provenienti dalla strada.

    Flora[ modifica modifica wikitesto ] Il parco è popolato da un numero vastissimo di specie vegetali, facenti parte in massima parte della tipica macchia mediterranea. In particolare partendo dal mare e proseguendo verso l'interno, si incontrano i seguenti habitat caratteristici: Fascia terminale dell'arenile, Cakileto , interessata solo raramente e marginalmente dal moto ondoso, colonizzata da specie pioniere resistenti al sale quali: ammofila arenaria Ammophila arenaria , camomilla marina Anthemis maritima , ravastrello Cakile maritima , erba cali Salsola cali , euforbia delle spiagge Euphorbia paralias , Euphorbia peplis , lappola Arctium lappa.

    Prime dune embrionali, appena fuori della portata dell'acqua e popolate da piante resistenti sia al sale che all'essiccazione ed al seppellimento da parte della sabbia asciutta trasportata dal vento, dove si possono incontrare le seguenti specie: calcatreppola Eryngium campestre , soldanella di mare Calystegia soldanella , erba medica marina Medicago marina , gramigna delle spiagge Agropyron junceum , santolina delle spiagge Otanthus maritimus.

    Una romantica leggenda vuole che Lucia, dopo la morte, abbia miracolosamente salvato dalla prigionia in Terrasanta un giovane crociato della nobiltà bolognese, Diatagora Fava, che era solito risalire l'impervio crinale fino alla chiesa per intravvederla durante le funzioni religiose.

    I ceppi che imprigionavano il giovane e la salma di Lucia sono conservati nella vicina chiesa di Sant'Andrea. Nel luogo ove sorgeva il monastero fu eretto nel un pilastrino, dono del canonico Paolo Patrizio Fava Ghisilieri, poi ristrutturato, negli anni venti, da un suo discendente, il conte Alessandro Fava Ghisilieri.

    Anche nelle alture gessose intorno alla Croara si trovavano centri fortificati: una scrittura del parla di un castello "quod vocatur Corvaria"; nei pressi della dolina della Spipola, la piccola comunità di Miserazzano possedeva una chiesa e forse un edificio fortificato, dove poi venne costruita la villa ottocentesca dei conti Negri. Il parco regionale venne istituito nel su iniziativa dei comuni di San Lazzaro di Savena, Ozzano, Pianoro e Bologna.

    Molte grotte vennero distrutte oppure ne venne irrimediabilmente compromessa la stabilità come nel caso della grotta del Farneto.

    MA TE,MA TI CApisci quando parli Prof.??

    Di questa attività estrattiva rimane una traccia in una delle aree di sosta del parco nel comune di San Lazzaro, l'ex " cava a filo ". Oggi l'immagine del monte Croara dilaniato dalle gallerie e le pareti lisce e lucenti dei vari fronti di cava fanno ormai parte del paesaggio dei gessi. Territorio[ modifica modifica wikitesto ] Il territorio del parco si trova ad altitudini comprese fra 70 e m s.

    Il torrente Savena segna per un lungo tratto il confine occidentale dell'area protetta, che ad oriente si spinge sino al torrente Quaderna ; nella sua parte centrale è sita la confluenza tra Zena e Idice.

    La parte più occidentale racchiude vasti affioramenti gessosi con caratteristiche morfologie carsiche, mentre nel settore più orientale, i suggestivi calanchi del passo dell'Abbadessa interrompono con crinali drammatici le dolci pendici collinari.

    Per quanto profondamente intaccati in vari punti dalle passate attività estrattive, i gessi bolognesi rappresentano una delle principali emergenze naturali della regione e nascondono aree di particolare bellezza, la cui parziale conservazione è dovuta soprattutto alle forme accidentate, che non ne hanno mai consentito il pieno sfruttamento.

    Su queste colline, interessate da importanti collegamenti transappenninici fin dall'antichità, s'è sviluppata una viabilità di fondovalle e di crinale che, per le caratteristiche del territorio, ha favorito solamente l'insediarsi di piccoli nuclei abitati sparsi.

    ELENCO titoli

    Doline , calanchi , altopiani, valli cieche e rupi rocciose modellano in maniera suggestiva il territorio lungo una fascia che, sviluppandosi in modo discontinuo trasversalmente alle valli, culmina verso oriente nell'imponente Vena del Gesso Romagnola anch'essa parte del sistema delle aree protette regionali.

    Per raggiungere il cuore del parco si attraversa un paesaggio dolcemente ondulato, movimentato dalla continua alternanza di aree coltivate e boscose che riflette la secolare presenza dell'uomo. Campi di frumento , erba medica ed altre colture occupano i pendii meno ripidi, disegnando forme irregolari e sinuose contrastanti con gli appezzamenti geometrici della vicina pianura; ai seminativi s'affiancano frutteti e vigneti un tempo rinomati.

    Tra le sparse case coloniche spiccano ville signorili e palazzi, spesso molto antichi e di pregevole architettura, protetti dalle chiome di pini domestici e di slanciati cipressi che, a volte, accompagnano anche le strade.

    Ma sono soprattutto le grandi querce , le siepi di prugnolo e biancospino e i primi lembi di bosco ad introdurre un paesaggio naturale che si sposa armoniosamente con quello agrario. I gessi bolognesi[ modifica modifica wikitesto ] L'emergenza di maggiore rilievo del parco, intorno alla quale si è andato costruendo il progetto di tutela, è costituita dagli affioramenti dei gessi messiniani, che appartengono alla formazione geologica nota come Formazione gessoso-solfifera.

    Il gesso degli affioramenti bolognesi si presenta in grossi cristalli con forma caratteristica, detta a coda di rondine o a ferro di lancia. La sua particolare cristallinità ha ingannato a lungo gli studiosi che tentavano di spiegare la genesi delle "gessaie bolognesi": ancora verso la fine dell'Ottocento era ritenuta una particolare roccia metamorfica.

    Oggi, invece, ricostruire la storia geologica dei gessi significa ripercorrere, attraverso uno sforzo dell'immaginazione, gli eventi straordinari che investirono l'intero bacino mediterraneo tra 4 e 5 milioni di anni fa. La "crisi di salinità" produsse effetti anche nelle aree vicine all' Appennino , determinando la formazione di diversi strati gessosi, attraverso ripetuti cicli di evaporazione.

    Lo stesso argomento in dettaglio: Vena del gesso. La presenza, tra gli strati di gesso, di strati argillosi più scuri, spesso ricchi in sostanza organica, indica interruzioni cicliche nella precipitazione dovute a diluizione delle soluzioni marine. Nel parco, gli strati gessosi sono esposti lungo le scoscese falesie che chiudono la valle dell'Acquafredda, dove sono evidenti almeno tre banconate gessose di grande spessore, separate da fasce di vegetazione che sottolineano gli interstrati argillosi.

    Il luogo più significativo per osservare l'intera successione stratigrafica dei gessi è l' alveo dell' Idice , nel tratto dove il torrente li attraversa all'altezza di Castel de' Britti.

    Doline, inghiottitoi e grotte[ modifica modifica wikitesto ] La natura solubile del gesso ha determinato in tutto il parco un esteso sviluppo dei fenomeni carsici , creando paesaggi unici, molto diversi da quelli delle colline adiacenti. Attraverso numerosi punti di assorbimento, come gli inghiottitoi ma anche le piccole fratture, il sistema idrologico sotterraneo si arricchisce continuamente, con effetti speleogenetici grandiosi.

    Le valli cieche si formano dove ha inizio l'affioramento dei gessi. Un piccolo solco vallivo, inciso su rocce non solubili generalmente marnose , termina contro rupi gessose, e attraverso un inghiottitoio ha inizio il percorso sotterraneo delle acque: un vero e proprio torrente ipogeo. Alcuni inghiottitoi si riempirono lentamente di detriti, ai quali si aggiunsero pollini, carboni e corpi di animali per i quali rappresentavano vere e proprie trappole.

    In quest'ultimo caso, lo studio dei pollini fossili ha rivelato che tra Passando ai livelli più recenti del riempimento si nota un lento miglioramento climatico: il pino si riduce e compaiono olmo e quercia; più avanti il pino scompare e restano solamente quercia , olmo , nocciolo e ontano , una copertura vegetale piuttosto simile a quella odierna.

    Le foreste erano probabilmente interrotte da praterie steppiche, perché le specie animali ritrovate sono tipiche di ambienti aperti.

    Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa - Wikipedia

    Le numerosissime ossa raccolte testimoniano la presenza di bisonti , cervidi di grandi dimensioni, marmotte , lepri , volpi , lupi , tassi e cinghiali. Presso la cava Fiorini sono stati ritrovati anche resti di ghiottone , un mustelide che attualmente vive solo nelle regioni più settentrionali dell'Europa e dell'Asia. A questi ritrovamenti si sono aggiunti quelli di oggetti usati dall'uomo nel Paleolitico medio e superiore e numerose testimonianze dell' Età del rame.

    Dune mobili, con profilo continuamente modificato dal vento, con piante dal più robusto apparato radicale, con vegetazione compatta e dotate di fioriture spesso vistose, quali: camomilla marina Anthemis maritima , elicriso Helichrysum spp.

    Dune fisse, di altezza fino a dieci metri, dal profilo ormai stabilizzato, con arbusti sempreverdi di dimensioni maggiori, fittamente intersecati a formare delle siepi modellate dal vento, costituite prevalentemente da: alaterno Rhamnus alaternus , cisti Cistus spp.

    Nelle due uniche residue zone paludose e lungo il relativo fossato di drenaggio, si trovano piante caratteristiche delle zone umide marine quali: Artemisia coerulescens , Arundo donax , Carex extensa , Claudium mariscus , Elymus pycnanthus , Juncus acutus , Juncus maritimus , Limonium angustifolium , Salicornia maritima , Schoenus maritimus. Nelle radure boschive, dove il sole riesce a penetrare, si incontrano: asparagi selvatici Asparagus acutifolius , erica Erica arborea , ginestra comune Spartium junceum , lavanda Lavandula stoechas , rosmarino Rosmarinus officinalis e orchidee selvatiche.

    Questa facilità e comodità di accesso non controllato, se da un lato espone il parco ad una notevole usura, specie nei mesi estivi, dall'altro ne consente una fruizione completa da parte degli appassionati, specialmente nel periodo da ottobre a maggio.

    Attività[ modifica modifica wikitesto ] L'attività principale svolta nel parco è quella balneare, concentrata nel periodo da giugno a settembre e localizzata essenzialmente sull'arenile.

    Il parco viene attraversato trasversalmente, lungo sentieri che conducono dalla strada provinciale alla spiaggia. A supporto di tale attività sono state realizzate alcune piccole strutture servizi igienici e docce nei pressi del litorale. All'interno del bosco sono stati installati alcuni tavoli per picnic. Al centro del parco è stata realizzata una strada interna sterrata che lo attraversa longitudinalmente per quasi tutta la sua lunghezza.

    Tale percorso realizzato per i servizi del parco e con funzione antincendio, viene anche utilizzato per escursioni a piedi, in bicicletta ed a cavallo.

    Gestione e prospettive[ modifica modifica wikitesto ] Per decine di anni il parco costiero è stato sostanzialmente abbandonato a se stesso ed ha quindi potuto mantenere e incrementare indisturbato le sue caratteristiche naturali. Proprio grazie alla sua "naturalezza", alla mancanza di qualsiasi infrastruttura, all'aspetto "selvaggio" del litorale e della fascia di vegetazione a ridosso del mare, Il Parco Costiero di Rimigliano è divenuto un'assoluta rarità, anche a livello nazionale.

    Non si ha infatti conoscenza di altri tratti di sei chilometri di litorale sabbioso, con ampio arenile non interessato da fenomeni erosivi, incorniciato da un bosco naturale ed intatto, del tutto privo di segni visibili di interventi umani, e nel contempo, pienamente accessibile ed usufruibile da tutti.

    A partire dagli anni Novanta, a seguito della realizzazione di grandi strutture turistico-alberghiere subito a monte del Parco, sono state rilasciate alcune concessioni balneari che, con le loro attrezzature, hanno snaturalizzato la porzione più settentrionale del parco, per circa cinquecento metri, fino quasi alla foce del Botro ai Marmi. Nei primi anni del Duemila, con il passaggio di proprietà dal privato al comune, sono iniziate diverse opere di adeguamento e riqualificazione turistica che, seppure modeste, hanno iniziato ad incidere in maniera non marginale sull'aspetto naturale del parco.

    La società di gestione ha fatto sfoltire e ripulire tutta la vegetazione per una profondità di un'ottantina di metri a partire dalla strada provinciale.